La produzione di mostre d’arte è un lavoro che pochi conoscono davvero. Si parla spesso di curatori, di artisti, di allestimenti spettacolari. Raramente si parla di chi, dietro le quinte, tiene insieme tutti i pezzi: il produttore.

Questa guida nasce dall’esperienza diretta di chi produce mostre d’arte professionalmente, gestendo budget, fornitori, imprevisti e scadenze. Non troverai teoria accademica, ma informazioni concrete su cosa serve davvero per portare una mostra dall’idea all’inaugurazione, fino al disallestimento.
Se stai pensando di organizzare una mostra d’arte con biglietto, se vuoi capire come funziona questo settore o se semplicemente vuoi sapere cosa c’è dietro le esposizioni che visiti, sei nel posto giusto.
Chi si occupa davvero della produzione di mostre d’arte (e perché non è il curatore)
C’è un equivoco diffuso nel mondo dell’arte: molti pensano che il curatore sia colui che “fa” la mostra. In realtà, detto in modo diretto, il curatore è uno degli ingredienti. È il produttore che fa la mostra e che decide tutto.
Chi fa produzione di mostre d’arte, spesso è una società privata (in Italia ce ne sono molte, a differenza di altri paesi europei dove predominano gli spazi pubblici). È chi si assume il rischio economico, coordina tutti i fornitori, gestisce i rapporti con prestatori e istituzioni, e risponde legalmente di tutto ciò che accade in mostra.
Quando apri una mostra al pubblico, stai gestendo un’attività di pubblico spettacolo. Questo significa responsabilità precise: se qualcuno si fa male, se un’opera viene danneggiata, se i materiali non sono a norma, è il produttore (nella figura dell’amministratore e rappresentante legale) a risponderne.
Ideazione della mostra: da dove si parte
La produzione di mostre d’arte può nascere in due modi fondamentalmente diversi:

1. Da un concetto o un’idea. Leggi un articolo, ti viene un’intuizione. “Potremmo fare una mostra sulle streghe“. “C’è l’anniversario della morte di Senna, potremmo fare una mostra su di lui“. Parti senza sapere come realizzarla, ma senti che quel tema è importante. Poi vai a cercare tutti gli elementi per costruirla.
2. Da una collezione esistente. Hai accesso a opere specifiche, magari attraverso contatti con collezionisti o prestatori. In questo caso parti dal materiale disponibile e costruisci il progetto attorno ad esso (così abbiamo fatto noi per la mostra Stregherie).
La seconda strada è spesso più “smart” quando non hai grandi budget: basso costo, rapido reperimento delle opere, costi di trasporto contenuti. A seconda di chi ti presta le opere (privato o pubblico), cambia completamente lo scenario organizzativo e finanziario.
La scelta della sede espositiva: pubblico vs privato
La sede determina tutto il resto. Esistono due macro-categorie:
Spazio pubblico

Musei civici, ville storiche, spazi espositivi gestiti da enti pubblici. Hanno regole precise da seguire. Il funzionario con cui ti relazioni ha come obiettivo principale non creare un danno all’ente, quindi deve valutare attentamente il tuo progetto.
Cosa cercano di capire? Che la tua mostra non sia “farlocca”. Girano progetti di tutti i tipi, incluse mostre con opere false. La prima cosa che ti chiedono è: chi è il curatore? Il curatore serve da garante, prima di tutto, che le opere siano vere.
Il processo: presenti il progetto al direttore. Descrizione, progetto scientifico, elenco opere, spazio necessario. Poi si negozia il contratto. Gli spazi pubblici hanno spesso bisogno di grande anticipo, anche anni.
Spazio privato
Palazzi storici gestiti da privati, gallerie, fondazioni. Dinamica diversa: paghi un affitto. Però anche gli spazi privati seri valutano la qualità del progetto, perché una mostra scadente “sputtana” il nome e il prestigio della sede.
Vantaggio: tempi più flessibili, alcuni possono essere contattati anche a stretto giro.
Budget di una mostra d’arte: tutte le voci di costo
Questa è la parte che molti nel settore non sanno fare. Curatori super qualificati, esperti di storia dell’arte, ma quando li metti di fronte alla praticità del budget “non sanno di cosa stai parlando”.
Quanto costa produrre una mostra d’arte? Per fare le cose fatte bene, a livello professionale, parliamo di un minimo di 60.000-80.000 euro. Si può arrivare a 2 milioni per mostre di grande portata. Chi spende di meno o non fa una mostra professionale, o taglia corners pericolosi.
Ecco tutte le voci da considerare:
Personale e gestione
La mostra quanto tempo sta aperta? Tre mesi? Chi la tiene aperta? Devi conoscere le norme del lavoro: lavoro occasionale, collaborazione con partita IVA, assunzione. Le regole si sono complicate molto negli ultimi anni.
Per una mostra semplice (biglietteria e bookshop nello stesso posto, opere che non richiedono vigilanza costante) il budget personale per tre mesi può stare intorno ai 15.000 euro. Per mostre più complesse, con sale immersive e presenza costante in ogni ambiente, si supera facilmente i 30.000 euro.
Curatela e contenuti scientifici

Il curatore è un fornitore come gli altri. A seconda del curatore che scegli, avrai un tipo di mostra completamente diverso. Uno storico dell’arte classico ti darà un taglio, un curatore con background teatrale un altro.
Il curatore ideale ti presenta un progetto completo: progetto scientifico, elenco opere già in suo possesso, elenco opere da chiedere in prestito con i relativi prestatori, e una previsione di spese. Ti dice già: “loro vogliono il fee, questi no; i trasporti li ho calcolati così”.
Allestimento e disallestimento
Errore comune: chiedere preventivi solo per l’allestimento. Chiedi sempre anche per il disallestimento. I costi non sono uguali, ma vanno previsti entrambi.
L’allestimento richiede: un progettista (normalmente un architetto), un allestitore che realizza, un direttore di produzione che coordina. La figura del direttore di produzione è fondamentale: è chi tiene in riga le persone durante i giorni frenetici dell’allestimento, quando tutti vorrebbero “rifare quella cosa ancora una volta” ma non ci sono più tempo né soldi.
Attenzione: i giorni di allestimento sono nel contratto con la sede. Se ti danno una settimana e scopri che c’è ancora la mostra precedente da smontare, i problemi si moltiplicano.
Trasporti e registrar
I trasporti cambiano completamente a seconda del tipo di mostra. Per opere “musealizzate” (prestate da musei, protette dalla Soprintendenza), serve un trasportatore specializzato iscritto all’albo del Ministero dei Beni Culturali. Non ci si può improvvisare.
Il registrar è la figura che coordina tutto ciò che riguarda le opere: si relaziona con prestatori, trasportatori, assicuratori. Si occupa di didascalie, valori assicurativi, condizioni di esposizione (quanti lux, umidità, temperatura). Esternalizzare questo servizio a professionisti è segno di serietà.
Per opere dall’estero: la dogana chiede garanzie. L’opera entra in Italia, la dogana calcola l’IVA sul valore assicurativo e la chiede a garanzia. Uno spazio pubblico può fare da garante attraverso una fideiussione. Un privato deve trovare soluzioni alternative (fideiussione assicurativa).
Assicurazioni: All Risk e RC
Assicurazione All Risk Nail to Nail: copre tutti i rischi “da chiodo a chiodo”, dal momento in cui l’opera viene staccata dalla parete del prestatore a quando vi ritorna. A seconda del prestatore, possono essere richieste coperture per rischi specifici (guerra, terremoto, sequestro).
Assicurazione RC: copre i danni a persone e cose. Se un visitatore si fa male, se uno stand cade, la RC copre. Alcuni spazi pubblici chiedono anche copertura per danni al bene immobile (per milioni di euro, nel caso di palazzi storici).
Comunicazione e ufficio stampa
Voce fondamentale. L’ufficio stampa è essenziale per dare visibilità alla mostra. La comunicazione include anche: immagine coordinata, materiali promozionali, campagne digitali, gestione social.
Il catalogo
In Italia le case editrici di riferimento sono poche. Skira è stata considerata per anni la più prestigiosa, riconosciuta anche all’estero. Quando vendevi una mostra a livello internazionale, avere un catalogo Skira faceva la differenza: “Se il catalogo è Skira, la mostra è valida” era facile pensare.
Una casa editrice seria ha anche distribuzione nazionale: il catalogo della tua mostra può finire in librerie in tutta Italia. È comunicazione.
Altri costi da non sottovalutare
- Cornici: acquistarle significa che le mostre future viaggiano già attrezzate
- Accoglienza: alberghi, viaggi, pasti per curatori, prestatori, ospiti all’inaugurazione
- SIAE e diritti: attenzione ai diritti su immagini, film, materiali. Alcune case cinematografiche chiedono cifre stellari o non concedono permessi
- Inaugurazione: evento a sé, con costi dedicati
- Diarie dei courier: le persone che accompagnano le opere hanno costi giornalieri, vitto, alloggio, trasporto
- Biglietteria: sistema, software, eventuale integrazione con strumenti di marketing
- Licenza di pubblico spettacolo: documentazione, certificazioni, eventuale commissione di vigilanza
- Affitto o fee alla sede: fisso o percentuale sugli incassi
- Pulizia e vigilanza: quotidiane per tutta la durata
- Varie ed imprevisti: calcola sempre un 10% del budget totale
Gli incassi: come coprire i costi di una mostra d’arte
Le tre voci fondamentali di ricavo sono:
- Biglietteria: il cuore degli incassi. La maggior parte dei produttori sceglie l’esenzione IVA (articolo 10): incassi lordi, senza dover versare IVA, ma non scarichi l’IVA sugli acquisti
- Bookshop: può generare ricavi pari alla biglietteria se gestito bene. Con strategie di vendita mirate (offerte a tempo, bundle, prodotti esclusivi) come abbiamo implementato noi si possono raggiungere margini di 3-4 euro a visitatore invece dei classici 50 centesimi
- Sponsor: aziende che investono in cambio di visibilità e associazione al prestigio culturale
Il cronoprogramma: l’arte di gestire gli imprevisti
Il vero lavoro del produttore è saper gestire gli imprevisti. Si può prevedere, programmare, pianificare quanto si vuole, ma sempre e sempre e sempre avrai cose che non avevi previsto.
Quanto prima si parte, meglio è. Quanto più si programma, più si risparmia e si lavora bene. Ma gli imprevisti di organizzazione si trasformano sempre in extra budget, perché “tutto si risolve con i soldi”.
I dieci-venti giorni che precedono l’inaugurazione sono i più intensi: stress, problemi imprevisti, cose non programmate. È lì che si vede la differenza tra chi sa produrre mostre e chi improvvisa.
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Vertigo Syndrome produce mostre d’arte dal 2022, con oltre 200.000 visitatori e 15 mostre realizzate (dati Dicembre 2025). Non ci limitiamo a “esporre opere”: creiamo esperienze che coinvolgono, sorprendono e fanno tornare i visitatori.
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FAQ: Domande frequenti sulla produzione di mostre d’arte
Quanto costa produrre una mostra d’arte?
Per una mostra professionale con biglietto, il budget minimo si aggira intorno ai 60.000-80.000 euro. Mostre di grande portata possono arrivare a 2 milioni di euro. Chi spende meno di solito non sta facendo una mostra professionale o sta tagliando costi importanti.
Qual è la differenza tra produttore e curatore di una mostra?
Il curatore si occupa del contenuto scientifico: sceglie le opere, definisce il percorso espositivo, scrive i testi. Il produttore gestisce tutto il resto: budget, fornitori, contratti, logistica, comunicazione, responsabilità legale. È il produttore che “fa” la mostra; il curatore è uno degli ingredienti.
Quanto tempo serve per organizzare una mostra d’arte?
Dipende dalla complessità e dalla sede. Gli spazi pubblici possono richiedere anche 2-3 anni di anticipo. Gli spazi privati sono più flessibili. In generale, più tempo hai, meglio lavori e meno spendi in emergenze e imprevisti.
Cosa fa il registrar in una mostra?
Il registrar coordina tutto ciò che riguarda le opere: rapporti con i prestatori, documentazione, trasporti, assicurazioni, condizioni di conservazione (lux, temperatura, umidità), didascalie. È una figura fondamentale per mostre professionali.
Serve una licenza per aprire una mostra al pubblico?
Sì. Una mostra con biglietto è un’attività di pubblico spettacolo. Servono certificazioni sui materiali (ignifughi), documentazione sulla sicurezza, e potenzialmente l’approvazione di una commissione di vigilanza. Senza autorizzazione, non puoi aprire legalmente.
Conclusione
La produzione di mostre d’arte è un lavoro complesso che richiede competenze trasversali: dalla gestione economica alla logistica, dalla comunicazione alla conoscenza delle normative. Non basta avere belle opere da esporre; serve sapere come farle arrivare, come presentarle, come gestire un pubblico e come chiudere i conti in positivo.
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