Una mostra-evento che trasforma la strega in un simbolo contemporaneo di sapere, resistenza e rinascita.
Un’esposizione di grande impatto visivo che intreccia incisioni antiche dal contenuto audace, rari testi esoterici del Cinquecento e talismani di epoche passate, offrendo uno sguardo suggestivo sull’universo misterioso della stregoneria e sull’enigmatica figura della strega.
Concepita come un vero e proprio rito di passaggio laico, STREGHERIE non è solo un’esposizione artistica, ma un’esperienza immersiva e trasformativa. Lontana dalle caricature da fiaba o dagli incubi dell’inquisizione, la figura della strega proposta in questo progetto è un archetipo ricco di significati: una donna che sa, una portatrice di conoscenze dimenticate, una voce che resiste.
UNA NARRAZIONE SORPRENDENTE
Il percorso espositivo si sviluppa attraverso nove sezioni narrative, concepite come altrettanti portali iniziatici che guidano il visitatore in un viaggio tra mito, corpo, sapere, persecuzione e rinascita. Dalle origini oracolari e precristiane della strega fino alla sua attualizzazione come simbolo di resistenza politica e culturale, ogni sala accompagna il pubblico in un processo di trasformazione, attraverso opere d’arte, installazioni, documenti e oggetti rituali.
Si parte dalle radici profonde del mito, con un’immersione nei culti antichi, nei simbolismi del femminile primordiale e nelle narrazioni orali che hanno dato vita all’archetipo della strega. Il secondo passaggio affronta il corpo, inteso come sapere incarnato, territorio di desiderio e di ribellione: un corpo che non si lascia normare, ma che sa e resiste.
Successivamente, il visitatore entra nella dimensione dell’oblio, dove i saperi popolari – medicina naturale, erboristeria, pratiche magiche – vengono restituiti alla loro dignità culturale. Si approda poi alla sala del marchio, che esplora le dinamiche storiche e iconografiche che hanno costruito l’immagine demoniaca della strega, dalle miniature medievali alla propaganda inquisitoria.
La mostra attraversa anche l’Ottocento, quando la strega torna a manifestarsi come figura evocativa nell’immaginario romantico, e giunge infine al presente, dove la magia si riscrive nel linguaggio dell’arte contemporanea. Qui, la strega non è più una creatura marginale ma un simbolo attivo di autonomia, rinascita e potere culturale.
SENTIRSI LA STREGA ADDOSSO
Le esperienze immersive sono da sempre la cifra stilistica delle mostre Vertigo Syndrome e, prendendo ispirazione dal teatro, cercano di rendere il visitatore parte attiva dell’esperienza, coinvolgendo i suoi sensi e le sue emozioni.
Una sala chiave della mostra, realizzata in collaborazione con l’Archivio di Stato di Modena, è dedicata ad un Processo per Stregoneria avvenuto nel 1539. I visitatori siederanno al banco degli imputati e saranno messi al centro del serrato fuoco di terribili accuse dell’inquisitore e delle risposte, sempre più sfinite, della donna processata disposta a confessare fatti osceni pur di mettere fine alla tortura.
La mostra si conclude con una seconda esperienza immersiva composta da specchi, luci e un podio centrale su cui è poggiato il Libro delle Ombre, strumento fondamentale di ogni vera strega. Armati di penna e calamaio, i visitatori vengono invitati a condividere per sempre i loro pensieri e i loro incantesimi personali con i visitatori che li seguiranno.
La sala è accompagnata da un impianto sonoro che rende l’esperienza commovente e di grande impatto emotivo.
UN ENIGMA IN OGNI FRAMMENTO
Questa nuova edizione della mostra apre varchi inediti nel mistero della stregoneria, grazie a opere mai esposte prima che offrono nuove chiavi di lettura e sorprendenti prospettive di studio.
Tra le presenze più suggestive: le visionarie stampe ottocentesche della collezione Invernizzi dedicate alle figure delle fortune-teller, rari mazzi di sibille e tarocchi provenienti dalla collezione privata del curatore e affascinanti oggetti originali carichi di simbolismo arcano, concessi dal Museo della Stregoneria di Torino.
Completano il percorso opere pittoriche e scultoree di rara potenza evocativa, in prestito da prestigiosi nomi del collezionismo e dell’antiquariato, come Aliprandi Antichità e Arte nel Tempo Pezzini. Ogni oggetto custodisce un enigma, un frammento di sapere occulto. Vederli riuniti in un unico spazio è un’esperienza che accade poche volte in una vita.




















