Creatività e Mostre d’Arte: Da Dove Nascono le Idee Migliori

Tabella dei Contenuti

Creatività e Ideazione Mostre: Da Dove Nascono le Idee Migliori

La creatività nell’ideazione mostre d’arte è un processo misterioso. Conosco bravissimi colleghi produttori che si interessano solo di arte: leggono solo libri d’arte, guardano su YouTube solo video di esperti, visitano solo mostre e gallerie, seguono solo eventi dove si parla di arte in varie forme. Alcuni hanno attività di successo, quindi forse hanno ragione loro.

Però per me il processo creativo nell’ideazione mostre funziona in modo diverso. L’idea strepitosa nasce dal succedersi di due atti di sintesi, attuati su materiali, spunti e fonti diversissime tra loro.

L’idea della mostra: il primo atto della creatività razionale

La prima sintesi nel processo di ideazione mostre avviene nella neocorteccia, nella memoria conscia, razionale. È quella che elabora le informazioni sulle opere o sui vari artisti: la loro storia, la loro visione artistica, le mostre già prodotte, le recensioni, le critiche, i libri scritti, i documentari realizzati.

Tutto questo viene studiato, interiorizzato e ricordato per far nascere una prima idea generale. Dove andare a parare? Cosa fare? Si stabiliscono almeno due punti di coordinate per non sparare proprio a caso e puntare tutto sull’ispirazione del momento.

La creatività nell’ideazione mostre: il lago dell’inconscio

Ma poi quella sintesi, quel brodino di informazioni razionali, va letteralmente gettato in un deposito liquido fatto di elementi inconsci. È qui che la vera creatività nell’ideazione mostre prende forma. Un deposito che ciascuno di noi possiede e alimenta nel corso della sua vita – anche chi non è un pubblicitario, uno scrittore o un creatore di mostre d’arte.

È una pozza liquida dove sono mischiate insieme, senza ordine e gerarchie:

Le parole di una canzone di Leonard Cohen e le immagini di Walter White che lascia morire la bella Jane. Un quadro esposto al Louvre visto su un libro a quindici anni e la cronaca dell’esodo degli armeni. La nuova fidanzata di Di Caprio e la tua fidanzata che non sente mai il cellulare quando squilla.

Una vecchia barzelletta degli anni 70 e un gesto di una vecchietta visto l’altro ieri sul 32. Bologna nel dopoguerra e i seni di Diletta Leotta. Un cartellino del prezzo del supermercato di via Murri e un pezzo di dialogo di Kill Bill.

Le teorie sull’arte moderna di Hans Ulrich Obrist e una vecchia foto sfuocata vista in un mercatino. L’introduzione di un libro di Bruno Munari e la foto di Cabrini coi capelli sudati in una figurina che avevi alle elementari.

Il processo creativo di pensare una mostra: l’urto che genera idee

L’urto tra ciò che è sintesi razionale e il lago di immagini affastellate fa schizzare in testa parole, brandelli di elementi visivi, suggestioni. È il cuore del processo creativo di ideazione mostre: da qui nascono idee, titoli, comunicati stampa, allestimenti, i nostri inciampi o testi di marketing che usiamo per la promozione.

Bisogna saperle infilzare al volo, come con una fiocina. E lì, di nuovo, il processo di selezione torna ad essere consapevole, razionale, logico. Il gioco diventa capire ciò che può essere utile e ciò che va lasciato ricadere, pesantemente, dentro il gran lago – e lasciato lì a galleggiare ancora.

Creatività e ideazione mostre: perché la contaminazione è essenziale

È per questa ragione che la cloaca massima di emozioni va arricchita continuamente, nel corso del tempo. Chi si occupa di creatività e ideazione mostre non può permettersi di restare chiuso nella propria bolla.

Secondo me, guai a chi non si informa su tutto. Certo, anche sulle nuove tendenze artistiche, le altre mostre appena aperte in tutto il mondo, i curatori emergenti. Ma pure sui nuovi scrittori inglesi, gli ultimi video tutorial di bricolage, i film appena usciti, anche quelli coreani o indiani.

Il pericolo della bolla professionale di chi produce mostre

Guai a chi parla solo con gente del mondo dell’arte o delle mostre e non amplia il suo carnet di linguaggi ed emozioni. Girando anche a piedi o in autobus. Mettendosi in difficoltà a fare cose che non sa fare. Provando la pianura della noia di leggere e ascoltare cose astruse e i rollercoaster delle grandi feste, della folla di Natale in centro o del PAM alle otto di mattina.

Quando la creatività nell’ideazione mostre muore

Chi si trincera nella consuetudine del lavoro, nella catena disumana della casa-palestra-lavoro-aperitivo-casa, nella grassoccia soddisfazione di sé, nel repertorio del già visto e del già letto… alla fine si spegne.

E hasta la vista, babe.

Che ne pensi? Mi farebbe molto piacere conoscere la tua opinione di visitatore, operatore del settore o semplice mente creativa e curiosa.

Filippo

Vuoi scoprire come trasformiamo queste idee in esperienze? Leggi il nostro Manifesto o scopri le mostre di Vertigo Syndrome.

Se vuoi approfondire puoi visitare questi link.

Come produciamo le nostre mostre d’arte

Gli Inciampi: momenti interattivi che combattono la noia

Branding mostre d’arte: guida completa

Compila il form e resta aggiornato sulle nostre iniziative!

Questo sito è protetto da reCAPTCHA, ed è soggetto alla Privacy Policy e ai Termini di utilizzo di Google.