A nessuno importa di quello che stai facendo: la Grande Verità su Tutto Quanto
Oggi ti svelo uno dei nostri segreti guida.
Quello che io chiamo “La Grande Verità su Tutto Quanto” (un po’ come il numero 42, e spero tu capisca la citazione nerd) – una lezione che abbiamo imparato a nostre spese e che, se hai intenzione di realizzare una mostra d’arte o altro in ambito artistico, potrebbe salvarti mesi di illusioni e migliaia di euro buttati.
Quando io e Chiara iniziamo a lavorare su una nuova mostra, partiamo sempre da un’ammissione brutale ma liberatoria:
“A NESSUNO FREGA NULLA DI QUELLO CHE STIAMO FACENDO.”
È un modo molto crudele di iniziare un progetto ma è anche la verità più preziosa che posso condividere con te.
Il Paradosso dell’Indifferenza Creativa: quando l’entusiasmo incontra la realtà
Rifletti: Hai appena avuto l’idea geniale per una mostra, un artista strepitoso da far conoscere al mondo, un tema inaspettato… Sei convinto che sarà una mostra rivoluzionaria, differente da tutte le altre mai prodotte. Passi notti insonni a progettarla, mesi a cercare le opere giuste, settimane a perfezionare ogni dettaglio dell’allestimento.
E poi? Il mondo continua a girare come se niente fosse.
È normale, in fondo. Nessuno ha vissuto la tua ossessione creativa. Nessuno sa cosa sia la tua mostra, e se anche ne ha sentito parlare, al netto delle cortesi pacche sulle spalle degli amici, in media gliene importa molto meno di quanto vorresti.
Come potrebbe essere diversamente? Il tuo futuro visitatore non ha passato mesi completamente assorbito dal progetto come abbiamo fatto noi. Non si è svegliato di notte pensando al colore perfetto per le pareti o alla luce giusta per quella stampa giapponese.
Il Mostrificio Italiano: 11.000 mostre all’anno e l’illusione di essere speciali
Ecco un dato che ti farà riflettere: in Italia vengono aperte almeno 11.000 mostre ogni anno. UNDICIMILA. È quello che io chiamo il “mostrificio” italiano.
Nessuno sta aspettando col fiato sospeso la tua prossima mostra quando ne ha già 30 nel raggio di 50 km da vedere.
E sai qual è il dramma? La maggior parte delle persone sceglie sempre i soliti “classici: Van Gogh, Frida Kahlo, Steve McCurry, i Macchiaioli. Sono i “blockbuster” del mondo dell’arte, mostre che funzionano sempre perché offrono il comfort food del già noto.
Le persone si raccontano di essere sempre in cerca di novità, ma in realtà
sono piuttosto soddisfatte delle cose “vecchie” che conoscono.
Le statistiche lo dimostrano in ogni campo: film, musica, libri. Tutti amiamo soprattutto i classici del passato recente e remoto. È la natura umana.
La Lezione di Yokai: quando “Everybody Lies” diventa realtà
Dopo il successo della nostra mostra Yokai a Monza, centinaia di visitatori si sono avvicinati dicendo: “Non vediamo l’ora della vostra prossima mostra sulle streghe! Saremo i primi a comprare il biglietto. Mi raccomando fatecelo sapere“
Indovina un po’? Quando abbiamo aperto “Stregherie“, la stragrande maggioranza dei 15.000 visitatori erano persone completamente nuove. Quelli che avevano promesso di “correre subito”? La maggior parte non si è mai vista.
Lesson learned: l’entusiasmo verbale e l’azione concreta sono due cose completamente diverse.
Il colpo di grazia all’ego (e perché è liberatorio)
Accettare che a nessuno importa di quello che stai facendo potrebbe sembrare deprimente, ma in realtà, secondo me, è liberatorio e strategicamente vincente.
L’umiltà ci vede più chiaramente dell’ego. E l’umiltà lavora sempre più seriamente dell’ego.
Quando accetti che:
- Le persone sono occupate e distratte
- Non hanno idea del perché la tua mostra dovrebbe interessargli
- Sono state deluse troppe volte da mostre pompate e poi deludenti
- La tua non è l’unica opzione di svago disponibile
…improvvisamente smetti di dare per scontato il loro interesse e inizi a conquistartelo davvero.
La Verità Scomoda del Mercato Culturale: il 50% che nessuno vuole fare
Ecco una realtà che molti organizzatori faticano ad accettare: creare una bella mostra è solo il 50% del lavoro.
L’altro 50%? Marketing. Comunicazione. Costruzione dell’interesse. Dare alle persone un motivo valido per scegliere la tua mostra invece delle altre 47 disponibili nello stesso weekend.
Essere riusciti a trasformare la tua idea in una mostra vera – con opere, allestimento, assicurazioni, permessi, biglietteria online funzionante – è un’impresa titanica che merita tutto l’onore del mondo. E noi, soprattutto Chiara che segue questi aspetti, ne sappiamo qualcosa.
Ma è solo metà del processo creativo.
L’altra metà si chiama: convincere il mondo che vale la pena visitarla.
Come trasformare l’indifferenza in opportunità
Il punto di svolta arriva quando smetti di pensare: “Ho fatto una mostra bellissima, ho diritto al successo” e inizi a pensare: “Come posso conquistare l’attenzione di persone che hanno mille altre cose da fare?“
L’organizzatore di successo non è quello che si sente un dono divino per l’umanità. È quello che, dopo aver creato qualcosa di valore, si rimbocca le maniche e si dedica anima e corpo a tre obiettivi:
- Ottenere l’attenzione delle persone
- Dare loro un motivo valido per visitare la mostra
- Occuparsi personalmente del lancio e della promozione
Il consiglio finale: abbraccia la Grande Verità
Se stai progettando una mostra anche piccola, anche una dentro un bar con gli scatti fotografici di un tuo amico, o se ne hai già organizzate che non hanno avuto il successo sperato, fermati un momento.
Accetta “La Grande Verità su Tutto Quanto”: all’inizio, a nessuno importa davvero del tuo progetto.
Ma questa non è una sconfitta. È il punto di partenza per costruire qualcosa di davvero memorabile.
In una dei prossimi articoli ti racconterò come trasformare questa consapevolezza in una strategia a tuo favore. Come passare dall’irrilevanza all’attenzione. Come conquistare i visitatori uno per uno, invece di sperare che arrivino da soli.
Perché sì, è un ca**o di lavoro ma è possibile. Noi l’abbiamo fatto. E puoi farlo anche tu.
A presto,
Filippo Giunti
P.S. – Se questo articolo ti ha fatto riflettere, per favore rispondi e dimmi cosa ne pensi. E se ti è piaciuta condividila con un amico che organizza mostre (o pensa di farlo). Potrebbe aver bisogno di leggerla prima di partire con un super boost di entusiasmo e poi iniziare a sputare sangue…